| FORUM della COMUNICAZIONE: spunti e considerazioni sparse |
| Giorgia Trabona | 17 Giugno 2010 |
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Alcune brevi considerazioni sul convegno "Vita digitale: engagement, buzz, reputation, usability, digital contest, e-commerce. La rete del valore diventa social" – FORUM della COMUNICAZIONE 2010
"Non abbiamo bisogno di comunicazione, al contrario ne abbiamo troppa. Abbiamo bisogno di creatività. Abbiamo bisogno di resistenza al presente". (G.Deleuze)
![]() (fonte: www.eventolive.it) Tornata da uno dei convegni organizzati dal Forum della Comunicazione 2010, ho deciso di aprire questo post proprio con una delle citazioni utilizzate questa mattina nel mare magnum dei dati (non moltissimi, in realtà), degli interventi (nove per l'esattezza, ma assolutamente tutti pertinenti), delle considerazioni fatte sui temi su cui si è dibattuto ieri mattina.
Perché, quindi, proprio questa frase? Perché la trovo assolutamente pertinente per descrivere lo scenario di fondo in cui si muove la comunicazione in questo periodo. Un momento non facile, da un punto di vista economico; un momento caratterizzato da un over flow di comunicazione – e improvvisazione, mi viene da aggiungere, anche se qui andremmo in un campo di possibili e illimitati dibattiti –; un momento quindi, per il quale bisogna in qualche modo "prepararsi"...come? Imparando a resistere nel presente e puntando sulla creatività, sul plus, sull'idea innovativa... precorrendo i tempi insomma.
Non so se questa sia la giusta interpretazione della citazione iniziale – e chiedo umilmente scusa a Gilles Deleuze per aver preso in prestito forse indebitamente la sua citazione adattandola ai nostri scopi. Credo comunque che sia un ottimo punto di partenza per tirare le somme di queste 2 ore di convegno. Due ore che hanno portato i partecipanti a confrontarsi in particolare con il tema del social networking, e con altre paroline che abbiamo già utilizzato in passato: buzz, twitter, facebook, usability, vita digitale etc etc etc.
Questi, in sostanza, i temi dibattuti nel convegno e le linee intorno a cui si è cercato di formare un dibattito che in qualche modo cercasse di definire e inquadrare la situazione – italiana e non – in merito alla questione. È chiaro che ogni domanda di queste, richiederebbe un approfondimento e uno spazio adeguato. Io cercherò di fornire solo alcuni piccoli spunti e flash su ogni tema, sintetizzando quanto è emerso nell'incontro di ieri mattina.
1. Non esiste una vita digitale in quanto tale. Esiste invece un modo diverso di interpretare la propria vita secondo le abitudini e le accezioni dei social network. Il popolo di Facebook rappresenta ormai la 4° popolazione mondiale in termini numerici, e secondo alcuni studiosi, i social network andranno a sostituire gli attuali motori di ricerca per trovare una risposta alle proprie esigenze o soddisfare le proprie conoscenze in merito ad un prodotto o servizio... realtà o scenario ipotetico di studio?
2. Da dove deriva questa "esplosa" volontà di mettere in piazza la propria vita? Da un innato bisogno di socializzare? Da un ritorno a quelle che sono le vecchie pratiche del cortile sotto casa e della piazza dove incontrarsi e raccontare di sé? C'è chi sostiene che nei paesi latini, in genere, il concetto di condivisione e comunità sia più forte che negli altri popoli...secondo altri invece, è una risposta di lungo corso ai tempi in cui si viveva in società "terrorizzate" dal mettere in piazza le proprie cose, quasi che fosse una sorta di liberalizzazione da alcune norme sociali...
3. Ci troviamo in un momento di entropia informativa: viviamo in un mondo inondato di messaggi, tra i quali è sempre più difficile scegliere...siamo veramente capaci di scegliere?
4. Il vecchio processo di acquisto è cambiato: non è più lineare come una volta e la vecchia regola del push cede il passo ad un processo di acquisto multilineare, dove il consumatore, nella ricerca delle informazioni necessarie, fa un percorso più "tortuoso", fatto di andirivieni tra motori di ricerca, social network, prove pratiche etc etc...
5. Il modello di business emergente da una società di questo tipo, è un modello incentrato intorno al passaggio iniziale di creare relazione con il proprio cliente...la vecchia catena del valore cambia, ed evolve verso la rete del valore. Le aziende rispondono a tutto questo con un'inversione, sia negli investimenti, sia nel modo di comunicare, nel quale la propria comunità di utenti diventa il perno intorno a cui progettare nuove strade di interazione.
Ultima considerazione: forse scontata, ma probabilmente non così tanto...i social network sono soltanto degli strumenti. Come tali, amplificano le idee...quelle buone!
Relatori: Stefano Hesse, Facebook; Maurizio Masciopinto, Polizia di Stato; Giuliano Noci, Mip - Politecnico di Milano; Stefano Gargioli, Broadvision. |
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